venerdì 21 settembre 2007

"Ti ammiro,sei da prendere come esempio..."


Martedì,durante gli esami di diritto internazionale,ho avuto modo di scambiare quattro parole con vari colleghi,tra cui un ragazzo di trent'anni.
Non so come si chiamasse,era magro e alto,con i capelli neri cortissimi ed espressione serissima.Fui colpita dall'espressione che aveva, mentre si accingeva a riguardare qualcosa della L.218/1995.
Era seduto innanzi a me.Gli toccai la spalla e gli chiesi un chiarimento su un articolo,precisamente cosa pensasse dell'art 17 della suddetta legge.Così iniziammo a parlare.Mi fece i complimenti per la mia preparazione,sostenendo che, a suo parere ,dovevo essere serena perchè avevo studiato bene.Anch'io ricambiai i suoi complimenti.Finimmo così,pian piano,a discostarci sempre di piu' dall'originario argomento e iniziammo a parlare della nostra vita privata,del perchè avevamo intrapreso la carriera giuridica e le difficoltà che sicuramente avremmo incontrato nel nostro futuro iter lavorativo.Mi raccontò che,appena diplomato,aveva deciso di intraprendere la strada del lavoro e si mise a fare il manovale.
Lavorò per ben dieci anni,finchè un giorno capì che la sua vita non lo soddisfaceva e decise di ritornare sui libri e si iscrisse all'università.
Mentre parlava si guardava le mani,rugose e piene di calli.Mi disse che non navigava nell'oro,quindi ritornare ad essere a carico dei propri genitori comportava ulteriori disagi e sacrifici,ma che l'amore per lo studio era tanto.
Rimasi colpita da questo ragazzo,vestito in modo molto semplice,con una camicia nera ,ormai scolorita di quante volte ,sicuramente ,era stata lavata e un paio di jeans non all'ultima moda.
Dentro me lo ammirai e pensai a quanti ragazzi pur di studiare affrontano mille sacrifici e restrizioni e noi,invece,che abbiamo tutto ,ci lamentiamo e,a volte,prendiamo le cose "sotto-gamba".
Quella mattina capii che non tutti hanno avuto le mie stesse possibilità,la mia stessa fortuna.Provai un che di vergogna nel pensare alle mie lamentele stupide,alle mie fasi di scoraggiamento e di voler mandare l'università a quel paese.
A fine discussione lo guardai negli occhi e gli dissi:"Ti ammiro,sei da prendere come esempio...".
Finita la frase una voce femminile disse:"La Barbera...",alzai gli occhi ed era proprio la prof.
Salutai quel ragazzo,gli feci un sorriso e mi alzai per sostenere il mio esame...

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