
Cinque giorni fa,sono passata da Marianna e abbiamo pranzato assieme.Nel pomeriggio,lei doveva recarsi presso la facoltà di ingegneria,situata a Papardo,per parlare con il professore a cui è stata affidata per il lavoro part-time bandito dall'università.
Erano le 17,30,quando io e la cara collega ci sedemmo,tranquillamente, in macchina,ignare dell'avventura che ci avrebbe atteso...
-Anna,allora,tu sai dov'è la facoltà di ingegneria vero?Io non so proprio dove sia,non vorrei ci perdessimo..-questa fu la domanda che Marianna mi pose,con fiducia nei miei confronti.
-Ma tranquillaaaa...-le risposi,anche se, in verità, sapevo soltanto in linea d'aria dove si trovasse.
Così,ci mettemmo in viaggio.
Attraversammo il Boccetta,poi il Viale della Libertà e,infine,salimmo per imboccare la Panoramica.
Marianna guidava e mi parlava serenamente,io invece,in silenzio,cercavo di fare mente locale dove potesse essere questa facoltà,dal momento che non vedevo alcuna segnaletica per strada che ci potesse aiutare e mi ero resa conto che,davo indicazioni,ma non avevo proprio idea dove stessimo andando.
Ricordo che facemmo la stessa rotatoria per circa tre volte.
In un primo momento,imboccammo la strada che porta sino a Faro Superiore.Quella strada l'avevo percorsa qualche volta,di notte,con Luigi.
Appena mi resi conto dell'errata direzione, esclamai:-Frena,Frena!Abbiamo sbagliato!-
-Ma come?Non sapevi la strada??-
Cercammo di tornare indietro,trovandoci in salita e su una strada a doppio senso.
Marianna,con le gambe che le tremavano,decise di fare un'inversione a "U",manovra azzardatissima e pericolosa.
Io chiusi gli occhi,esclamando solo:-Santa Rita aiutaci tu!-
E la santa dei miracoli impossibili ci aiutò realmente.In quell'istante,stranamente, non passò alcuna macchina.
Ritornammo,nuovamente e per l'ennesima volta,sulla Panoramica.
Iniziammo a fare la stessa strada,lo stesso giro e la stessa rotatoria.
Dopo un pò,finimmo,non so come,presso la facoltà di scienze biologiche.
Tirammo un sospiro di solievo,convinte di essere arrivate a destinazione.
Ben presto,scoprimmo di esserci sbagliate.Ingegneria era lì vicino,dovevamo vedere solo come arrivarci.
Le due imbranate si guardarono negli occhi,silenzio..poi,Marianna,
eslamò:-Ma per dove cazzo si arriva a Sta ingegneria?Non ce la faccio piu'!!-
Lei era stanca,già le 18,45 e ancora non sapevamo dove fosse questa benedetta facoltà.
Marianna iniziava a perdere la pazienza,mentre io la cercavo di rassicurare dicendole:-Tranquilla,tranquilla..So che ingegneria è vicino a Scienze,quindi..siamo arrivati!-
Ben presto,la sorte ci venne incontro...
Illuminate dalla presenza di una macchina che si stava avvicinando a noi,con alla guida un uomo che parlava animatamente al telefonino,scesi il finestrino e:-Scusi,scusi...-
L'uomo perse cinque minuti per darci spiegazioni.
Alla fine,ringraziammo e salutammo,pensando,entrambe,se l'altra avesse capito qualcosa di quello che l'uomo ci avesse spiegato.
Ci guardammo speranzose-Ma tu hai capito qualcosa?-,-no..e tu?-..silenzio...-Veramente no Mari...-
Le due eroine,in verità,non avevano capito una mazza e si ritrovavano al punto di partenza.
La disperazione era ormai alle porte.Ci sentivamo due imbecilli,saremmo diventate le zimbelle della comitiva,perdersi al Papardo..
Intanto,i minuti trascorrevano.Già le sette.Eravamo in macchina da un'ora e mezza, alla ricerca di questa facoltà sperduta chissà dove..
-Ma sai che ti dico?-dissi,rivolgendomi alla disperazione fatta in persona.
-Anna,voglio proprio sentire,dato che se siamo a questo punto è proprio colpa tua!-Marianna perlava,alternando ad un tono seccato uno piagnucolante.
Vedendola così,scoppiai a ridere,una risata liberatoria.
-Ma la tua amica non studiava ingegneria?-
-Si Mari,ma è scomparsa..non si fa sentire dal 25 agosto...-risposi.
-Scompaiono sempre proprio quando servono le persone,cazzo..-dopo un pò-mmh..Irene studia qui..bè chiamiamola,potrà aiutarci lei!-Marianna mi diede il suo cellulare in mano.
Presto,facemmo una macabra scoperta.Isolate dal mondo,non c'era nessuno in giro e senza soldi nei rispettivi cellulari.
-Bè,sai che ti dico?Lasciamo la macchina qui e cerchiamo ingegneria a piedi,che te frega?-questa fu la mia proposta,bocciata a priori.
Marianna aveva raggiunto la massima istericità.
Esausta mi rispose:-Vaffanculo al:1)part-time,2)ingegneria,3)a sto cazzo di posto..basta!Me ne torno in centro,a casa mia..mannaggia a te e a quando mi fido di te soprattutto!-e,poi,ripeteva-pazza..pazza..ed io ti vengo dietro..ti seguo nelle tue pazzie sempre..o Dio..o Dio..-
Ritornammo,per l'ennesima volta,sulla Panoramica,direzione Messina.
Ad un certo punto,come per magia...Carramba che sorpresa...appare innanzi a noi una segnaletica,con scritto"Ingegneria" e una freccia.
Le due eroine,dopo tante peripezie e fatica,erano giunte alla terra promessa!
Ci guardammo felici e sollevate.Ci sentivamo,in verità,delle profonde deficienti,almeno io!
Stanche,ma non arrese,girammo all'interno della facoltà per trovare lo studio del professore.
ad un tratto,mi rivolsi verso la mia collega (di avventure e sventure) e le dissi:-Sai cosa siamo noi due?-
-Cosa?..Pazze..Mannaggia a te e a quando mi convinci che sai le strade e non è vero niente...
Le sorrisi e, di nuovo,:-Sai cosa siamo io e te?Un'accoppiata vincente e di tutto rispetto...Siamo le
"PEPPINO E TOTO'" di ogni situazione...-
Quella serata si concluse ridendo e raccontando agli amici la nostra avventura.
Da due anni a questa parte,sono tante le avventure,i momenti trascorsi assieme a Marianna.
Momenti felici,tristi,belli e brutti.E,infondo,credo davvero che,avendone combinate tante assieme,possiamo definirci pienamente un binomio alla
"Peppino e Totò"....